domenica 6 febbraio 2011

LE SEADAS

Ciao a tutti!
Oggi vi propongo una buona ricettina della mia terra: Le Seadas.
Prima sìdi mettervi la ricetta vi racconto la sua storia.

È uno dei prodotti sardi più conosciuti oltre i confini isolani. In principio fu una pietanza “principale”, poi divenne un più moderno dolce. Le seadas o sebadas, a seconda delle varianti dialettali, sono un piatto semplice e agreste, come la terra da cui provengono. Pasta, formaggio fresco, rigorosamente pecorino, strutto, e poi dubbio finale: miele o zucchero?
Infatti, la sebada viene fritta in abbondante olio d’oliva, poi viene servita ancora calda, ricoperta di uno strato di miele, ovviamente sardo, o di zucchero, quest’ultimo di dubbia provenienza. È così esistono due diverse scuole di pensiero. Ci sono quelli per il miele e quelli che «baè baè, mènzus chin su tùcaru!» (“vai vai, meglio con lo zucchero”). Un po’ come cioccolato o vaniglia, come il mare o la montagna, questa scelta finale rappresenta due opposti modi di pensare.
La sebada (dalla variante nuorese) è un prodotto a base di formaggio, per cui la sua origine è tipicamente pastorale. Proviene infatti dalla Barbagia (centro-Sardegna) e dal Logudoro (Sardegna nord-occidentale), due zone tradizionalmente legate alla pastorizia.
Sebadas prima della frittura 
Sebadas prima della frittura | Ogni vengono prodotte in tutta l’Isola
Secondo Tzia (Signora) Jubanna, memoria vivente del cuore acerbo della Sardegna, «le sebadas venivano preparate in occasione della Pasqua o del Natale, periodo in cui anche i pastori facevano rientro a casa dagli ovili e preparavano il formaggio pecorino fresco che veniva utilizzato appena raggiunto il giusto grado di acidità, dopo circa due giorni».
Oggi le sebadas sono prodotte in tutta la Sardegna. È tuttavia difficile trovarle “in Continente”. Sono servite come un dolce, ma in passato sostituivano spesso il secondo piatto. Si possono piacevolmente accompagnare con alcuni vini sardi, sia rossi che bianchi.

Ora però arriviamo al punto!
INGREDIENTI

500gr di Farina 00
50gr di strutto 
acqua quanto basta.
un pizzico di sale
PER IL RIPIENO
500 gr di un buon formaggio fresco
scorza di un arancia o di un limone

e per finire tanto buon miele!

Il procedimento è molto semplice. Impastate la farina con la l'acqua e un pizzico di sale.
Non appena si sarà formata una bella palla soffice aggiungere a poco a poco lo strutto fino ad ottenere un impasto morbido al tatto.
Lasciate riposare per un po l'impasto e nel frettantempo tagliate a pezzetti il formaggio e fondetelo in una pentola,a fuoco lento. Se si dovesse formare del siero aggiungere un po di semola. A questo punto  rovesciate il formaggio fuso in una tavola di legno o su del marmo e stendeto con un coltello piatto. Spargetelo con la scorza di arancia o di limone e ricavatene dei dischetti.

Il vostro ripieno è pronto.
Ora stendete la pasta non troppo sottile aiutandovi con un po di semola e procedete come si fa con i ravioli.  Ed ecco pronte! Cuocete in olio ben caldo e servitele con del buon miele!





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1 commento:

Ramona ha detto...

Finalmente un nuovo contest! Farina, lievito e fantasia in collaborazione con Emile Henry ha organizzato uno straordinario contest “Frutta in pentola”, dove la protagonista indiscussa è proprio la frutta, sia fresca che secca. I premi? Beh ti invito a sbirciare nel blog, ti aspetto http://farinalievitoefantasia.blogspot.com/2011/02/contest-frutta-in-pentola.html

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